L'ipocrisia di chi non vuol far beneficenza

Ogni volta che si parla di beneficenza c'è sempre qualcuno che spara contro le associazioni che raccolgono fondi, accusandole di essere solo dei ladri perché si intascano la maggior parte dei soldi raccolti.
Vorrei dire a queste persone di piantarla di trincerarsi dietro la scusa "tanto a loro non arriva nulla o quasi" per non donare nemmeno due miseri euro. Siate sinceri: non volete fare beneficenza, punto e basta! E non è un'accusa. La beneficenza deve essere fatta col cuore, non è un obbligo. Ma smettete di accusare gente che si impegna costantemente per dare un po' di benessere e di sollievo a chi si trova in difficoltà. Basta sputare addosso a chi si sporca le mani per portare il suo aiuto, che si fa carico del dolore degli altri, che resta a contatto quotidianamente con la sofferenza del corpo e dell'anima altrui, al contrario di altri che invece si girano dall'altra parte per non vedere e si tappano gli occhi e il naso per non sentire. 
Certo, ci sarà sicuramente qualcuno che ne approfitta e magari una parte dei fondi raccolti finiscono in qualche tasca, ma è così dappertutto, purtroppo, e non è comunque una buona scusa per non donare nulla. Perché se anche una parte va dispersa, un'altra viene impiegata per la logistica e per le spese vive che comunque un'associazione deve sostenere, una parte comunque andrà a buon fine.
Se anche solo 10 centesimi per ogni euro donato finissero ai bisognosi, sarebbe comunque meglio di niente: il niente che avrebbero se quell'euro non venisse donato.
Due euro non sono nulla da soli e non cambiano la vita a chi li dona, ma possono invece cambiarla a chi li riceve, e allora perché non donarli?
Quotidianamente si inviano "quintalate" di sms, inviatene anche uno al 45500
Se voi foste nei panni di chi ha perso tutto, non vorreste che chi la casa ce l'ha ancora facesse meno l'ipocrita e inviasse un misero SMS?



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