Le implicazioni psicologiche della chirurgia estetica

A proposito di disturbi alimentari, paranoie e ossessioni legate la corpo e ingigantite da una società che affoga nella superficialità e propina continuamente modelli di bellezza artefatta e finta, vorrei suggerirvi di leggere il bellissimo articolo del blog The Emeral Forest che partendo dalla recensione del film "La pelle che abito" di Almodòvar, prosegue con un'eccellente disamina sulla chirurgia estetica e sulle implicazioni psicologiche che comporta la trasformazione del corpo.
Dall'articolo: " ... Non è detto che l’idea che una donna ha di sé e della femminilità siano oro colato da prendere alla lettera con paturnie e ossessioni che conducono dritte alla chirurgia estetica o alla disperazione quotidiana. Non è detto che siano valide e benefiche soprattutto perché, dato che in genere non si vive in un eremo, è probabile che quell’idea-immagine che si ha sia frutto di una serie di fattori socioculturali che hanno più a che vedere con la logica di mandare avanti l’economia (far vendere creme, cosmetici, abbonamenti sportivi, centri estetici, prodotti dietetici), che con le effettive logiche dell’attrazione nella vita reale… oltretutto questo imbroglio lo si fa cavalcando insicurezze affettivo-relazionali di vario tipo e entità. Forse sarebbe il caso, prima di operarsi/disperarsi per mancata perfezione di informarsi e saperne un po’ di più sulla chirurgia estetica e le sue origini e motivazioni tutt’oggi un bel po’ razziste, discriminatorie e, sì, dai anche un po’ nazi. ... " Continua a leggere


Fonte: theemeraldforest.wordpress.com


Commenti

  1. Molto interessante, sia l'intervento di emerald che seguo da tempo, sia il tuo blog, in cui mi sono ritrovata a curiosare proprio seguento il link proposto dalla nostra amica comune.
    Ti lascio un saluto, per ora, con la promessa di passare con più calma a conoscerti meglio.

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