"La luce sugli oceani": il best seller che nessuno voleva

Il 3 maggio prossimo uscirà anche in Italia il best seller che ha folgorato il mondo dell'editoria, i cui diritti cinematografici pare siano già stati opzionati dal nientepopodimeno ché registra del gladiatore: Ridley Scott.

Sto parlando di "La luce sugli oceani" romanzo d'esordio di Margot L. Stedman, avvocatessa australiana amante de "I Promessi Sposi" che un bel giorno ha deciso di dedicarsi alla scrittura.

Fin qui niente di strano. La cosa che invece mi ha colpito è che prima che le più rinomate case editrici se la contendessero, anche Margot ha fatto parte di quella foltissima schiera di scrittori esordienti che collezionano costantemente tonnellate di "NO"! "Questo libro l'ho mandato a parecchi editori, tutti me l'hanno rifiutato" sue testuali parole tratte dall'intervista rilasciata a Vanity Fair.
La Stedman  va quindi a rimpolpare la schiera di scrittori di successo ora, ma bistrattati dall'editoria agli esordi, esattamente come la scrittrice J. K. Rowling che prima di  fare l'anima dei soldi col suo "Harry Potter" ha dovuto incassare una barca di rifiuti.
A questo punto mi sorge un dubbio: com'è possibile che schiere di editori non si accorgano di avere un capolavoro fra le mani e se lo lascino scappare? Quante centinaia, migliaia di opere - magari anche molto più meritevoli di quelle messe in commercio - non vedranno mai la luce di una libreria perché chi doveva capire non ha capito - gli editori - e chi non doveva arrendersi si è arreso - gli scrittori -?
Un no fa male riceverlo. Si cerca di sminuirlo provando a convincersi che non è un no in generale, ma solo di quella persona che ha valutato il nostro sudato lavoro, quello per cui abbiamo speso notti su notti, e magari non l'ha neppure reputato male ma semplicemente non conforme alle linee editoriali di quella specifica casa editrice. Ma è sempre e comunque un no. Un no che poi va a bilanciarsi con la marea di sì ricevuti da editori a pagamento per i quali la tua opera sembra il capolavoro del decennio.
Poi ti capita di leggere libri mediocri o addirittura scadenti pubblicati anche da grandi editori per cui ti viene da chiederti "Ma davvero il mio libro è più scarso di questo?" Può darsi, ma può benissimo darsi che non sia così! Il caso di Margot Stedman, così come quello della Rowling e di tantissimi altri, ne sono l'esempio.
Quindi, se davvero vi piace scrivere non vi resta che continuare a farlo e nel frattempo perseverate anche  nell'inviare i vostri lavori alle case editrici - ne è pieno il mondo e ne nascono continuamente - e a sfruttare quel pozzo di opportunità che è il web. Ma soprattutto non arrendetevi. Io farò lo stesso. ;-)

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