Recensione: "La voce invisibile del vento" di Clara Sánchez


"Uno pensa di sapere qualcosa finché non scopre di non sapere niente, e a quel punto inizia a comprendere la verità"
"La voce invisibile del vento" di Clara Sánchez è un romanzo a due voci dove sogno e realtà si intrecciano fino a mescolarsi in un connubio indissolubile e ineluttabile. Non c'è sogno senza realtà e realtà senza sogno.
Questo romanzo coglie l'essenza dell'imprevedibilità della vita, di come basti la banalità di un evento all'apparenza insignificante a sconvolgere l'esistenza, a destabilizzare e annullare le nostre certezze. Un attimo e tutto cambia, si trasforma e ci trasforma inesorabilmente insieme a tutti quelli che ci stanno intorno.
Sono i momenti in cui più di tutti si conosce se stessi, si sta faccia a faccia coi propri errori, coi propri segreti, col proprio passato e con la propria fragilità; quelli in cui ci si mette in discussione e ci si scopre in grado di compiere i gesti più impensati, perché quando il proprio mondo crolla, crollano anche i limiti e le inibizioni. E' in quei momenti che si capisce cos'è importante, cosa non lo è e cosa si vuole veramente.
In questo romanzo, l'autrice prende per mano il lettore e con descrizioni minuziose mostra i luoghi, i colori, i sapori e i profumi che accompagnano la vita di una famiglia normale stravolta dagli eventi. Ma soprattutto lo accompagna nei meandri della mente che tutto crea e tutto distrugge, insinuandosi nei processi celebrali che ci guidano, fra sogno e realtà, per rispondere ai nostri bisogni.
E se la realtà che siamo vivendo non fosse altro che un sogno?

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